Commento al film “Il Pianeta Proibito” Presentazione del dott. P. Baiocchi in chiave psicologica e neurobiologica del Film “Il pianeta proibito” organizzato dalla Scuola Internazionale di Studi Avanzati di Trieste (SISSA) presso il Teatro Miela di Trieste , giugno 2001
Il film in questione ruota su di un tema che è divenuto centrale fin da quando l’illuminismo ha perso il suo potenziale illusorio. La trama del film narra di una spedizione spaziale su di un pianeta dove gli eroi vengono attaccati da alcuni mostri che sono difficili da scoprire, combattere e sconfiggere. Il richiamo ad alcune manifestazioni molto comuni della realtà umana è evidente: già gli antichi greci avevano messo al centro della tragedia il fatto che il destino degli esseri umani sembra essere governato da forze oscure che fatalmente portano i protagonisti dell’asione teatrale verso un epilogo dal quale essi non possono sottrarsi. Ogni sforzo di fatto è vano. Come nella famosa canzone Samarcanda di Roberto Vecchioni, nel quale il protagonista sfugge nel posto più lontano da lui conosciuto la morte, in quanto sa che ella lo aspetta, per ritrovarsi al fine che questa lo aspettava proprio là stupita di quanta strada egli avesse fatto per raggiungere il proprio destino, anche nella tragedia greca i protagonisti agiscono tutto ciò che sembra essere un correttivo al compiersi del fato che deve compiersi. Ma la lotta è impari, il destino quasi per beffa, sembra avvantaggiarsi di ogni passo, di ogni decisione, di ogni evento, per far progredire gli uomini sul cammino che essi cercano invano di evitare. La scienza mediante la sua incessante ricerca in poche migliaia di anni è riuscita ad imbrigliare in concetti, in descrizioni di leggi fisiche, quei principi che incentrastati dominano come forze imperscrutabili gli eventi della realtà. Ad esempio la legge di gravità è una descrizione comprensibile per la mente di un qualcosa che opera incessantemente nella realtà, al di la della presenza della mente stessa e al di la della presenza di un osservatore che ne divenga consapevole. Questo qualcosa non è la legge di gravità, ma è un principio che la mente nomina in questo modo. Quando la mente nomina un qualcosa e lo traduce in un materiale concettuale, si sente padrona di quel qualcosa a cui essa ha applicato un’etichetta. La mente sperimenta un esaltante senso di controllo. Ma la mente non si accontenta di comprendere, in quanto molto probabilmente la funzione per la quale essa è nata non è stato comprendere, ma comprendere era funzionale per poter potenziare un agire efficace. La mente si è avvantaggiata della comprensione scientifica degli eventi per poter esercitare un controllo sempre più largo sulla realtà. Ogni forma di invenzione è scaturita per poter mettere a punto strumenti sempre più efficaci per la soluzione dei problemi umani. La medicina ha messo a punto macchine sempre più precise per la diagnosi e farmaci e rimedi sempre più potenti per guarire l’uomo dalle malattie. L’architettura e l’ingegneria hanno costruire delle soluzioni ergonomiche sempre più comode e utili al benessere. L’ingegno umano ha messo a punto modalità di trasporto e di comunicazione sempre più rapide e sicure. Nel film vediamo difatti i nostri eroi arrivare lontano, su di un pianeta che il titolo del film ci informa essere proibito, mediante delle astronavi, chiaro trionfo della tecnologia sul problema di conquistare spazi e territori una volta inaccessibili. La scienza e la tecnologia ci hanno permesso quindi di impegnarci in sfide sempre più insperate. La possibilità di utilizzare il microscopio ci ha portato a conoscere la struttura della materia e degli esseri viventi. Attualmente l’invenzione degli elaboratori elettronici ci permette di potenziare in modo innimaginabile le nostre potenzialità di calcolo e di memoria. Ma può il progresso tecnologico e scientifico può veramente conquistare ogni spazio e territorio? Può controllare e maneggiare ogni realtà umana? Può essa trionfare e vincere ogni cosa? Esistono dei limiti? La conquista scientifica si muove all’interno della mente. La mente è come una lente che può mettere a fuoco i problemi e poi proiettare molteplici soluzioni. Ma che dire di ciò che si nasconde nella vita affettiva dell’essere umano e nella sua vita istintiva? Esiste una relazione tra esse ed il destino? La vita affettiva e quella istintiva possono essere controllati dalla mente? Se si come si spiegano allora la nevrosi, le fobie, l’aggressività umana con tutte le sue implicazioni? Come si spiegano allora le passioni irrazionali dell’uomo che lo portano a consumarsi a discapito della sua stessa sopravvivenza? Da sempre il teatro, la letteratura e l’arte in generale hanno dipinto la drammaticità delle passioni umane e della loro potenza devastante. Il mito del dottor Jekill e Mister Hyde stanno proprio a farsi metafora evidente di tale situazione. Allora se la mente non controlla le passioni che si agitano all’interno delle strutture sottocorticali qual’è il rischio della scienza che potenzia all’infinito la propria capacità di generare strumenti sempre più potenti per realizzare i propri obiettivi. Ma se le passioni governano di fatto la vita dell’uomo rendendolo pazzo, cieco, partigiano, giustificatore, allora la mente diviene serva delle passioni e tali strumenti sono al servizio delle passioni che sono il vero sovrano. Il mito di Frankestain e quello dell’apprendista stregone stanno ad indicare proprio questa realtà, la scienza mette in moto dei processi che divengono in un secondo momento incontrollabili per lo scienziato che ha scoperto il segreto per iniziarli. Allora come uscire da questo situazione che si profila di fatto come un paradosso? La mente nasce per generare strumenti migliori di vita di quelli che gli istinti e l’apprendimento hanno potuto fare nei rettili e nei mammiferi, ma proprio tale potenziamento, dopo un momento di gloria, porta a un rischio di vita ancor più grande di quello che i sistemi precedenti volevano evitare. Dobbiamo forse ritornare indietro nell’evoluzione e renderci incapaci di avere una mente che apra alla scienza? Una via sembra esserci. La mente deve rivolgere le sua attenzioni in senso scientifico sulle strutture sottocorticali. La vita affettiva e istintiva devono divenire un nuovo campo di studio. Le leggi che governano la nostra vita affettiva e istintiva devono essere scoperte e utilizzate per poter smontare i drammi che nascono dalle passioni incontrollabili, dalle disfunzionalità delle sovrastrutture nevrotiche, dalla automaticità degli apprendimenti di memorie traumatiche. Non è un caso che il secolo passato sia stato il secolo che ha visto nascere un interesse largo e profondo per la psicologia, un tempo appannaggio di pochi eletti e che un tipo di conoscenze stia adesso diffondendosi sempre più rapidamente in tutti gli ambienti. Sta avvenendo un qualcosa di assolutamente nuovo e grande: la psicologia che per tanto tempo è stata imparentata più con la filosofia che non con la medicina sta ora integrandosi con altre scienze quali la neurobiologia, che studia il funzionamento del cervello e con la neuropsicologia che studio i risvolti psicologici delle modificazioni cerebrali e con l’etologia che studia gli istinti animali che sono così rapprensentati nell’uomo anche se nascosti e confusi sotto le varie ideologie morali e culturali. Nuovi strumenti e nuovi atteggiamenti stanno nascendo che possono già oggi permetterci di trovare delle modalità reali di lavoro con ciò che si agita nel nostro livello sottocorticale che fino a poco tempo fa era chiamato inconscio. I mostri generati dalla mente stanno per essere sconfitti. Ad esempio rispetto alla ineluttabilità dei destini di cui si parlava prima almeno per quel che mi riguarda, si è fatta luce. I destini che sembrano perseguitarci dall’esterno non sono tali. Sono di fatto delle creazioni del nostro cervello che mediante modalità che sfuggono alla mente crea tutta una serie di circostanze e avvenimenti per noi stessi per poter chiudere, archiviare delle sequenze emozionali rimaste irrisolte nella storia della nostra famiglia. Prima parlavo di quanto i mammiferi abbiamo trovato una modalità di sopravvivvenza assolutamente potente crendo un hard disk nel quale incidere le memorie di sopravivvenza di tutti gli individui della propria famigia. I cuccioli vengono allevati dai genitori proprio per questo scopo: passare loro tutte quelle informazioni che servono a sopravvivere ed evolversi. Al di là della comunicazione verbale e di quella non verbale sono ormai sicuro esista una comunicazione profonda i cui codici sono sconosciuti mediante la quale passano le informazioni acquisite dagli individui presenti nelle nostre linee familiari. Ogni memoria traumatica viene accuratamente trasferita per portare il suo potenziale di informazione di sopravvivenza. Ogni strategia efficace viene altrettanto potentemente trasferita. Molte di queste informazini sono obsolete e alcune di queste sono francamente dannose e pericolose per l’individuo, ma il meccanismo di trasferimento di memorie e nell’insieme così efficace che il peso che alcuni individui devono pagare risulta essere assolutamente irrisorio per la specie. Una saggezza incredibile risiede nelle nostre strutture sottocorticali, in quanto porta il risultato di quanto hanno vissuto generazioni e generazioni prima di noi, Esistono inoltre sempre più metodologie e correnti di pensiero che aiutano le persone a conoscere sperimentare e coltivare degli strumenti che permettono di agire all’interno di queste memorie per poter ripulire ciò che può essere dannoso. Esiste inoltre il diffondersi sempre maggiore di persone che appredono a maneggiare questi strumenti. Ciò che è stata l’igiene dentale di ieri diverra un domani non troppo lontano l’igiene mentale.
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2012 SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL GESTALT COUNSELLING TRAINING
Formazione triennale alla relazione d'aiuto
Il Counselling, nella sua essenza, potrebbe essere tradotto come “L’arte di aiutare”. Consiste, in una serie di conoscenze, di abilità e di atteggiamenti finalizzati ad aiutare gli altri nel gestire le situazioni problematiche. E’ un processo relazionale tra il Counsellor e uno o più Clienti (singoli individui, famiglie, gruppi o istituzioni) con l’obiettivo di fornire ad essi oppurtinità e sostegno affinchè sviluppino le loro risorse e affinchè promuovano il proprio benessere come individui e come membri della società affrontando specifiche difficoltà o momenti di crisi.
Obiettivi del corso • Sviluppare negli allievi le capacità di base di riconoscere e gestire le situazioni problematiche, siano queste di natura intrapsichica che relazionale o socio-ambientale. • Saper costruire una relazione fondata su rispetto e fiducia che permetta un reale aiuto. • Migliorare le capacità di ascolto e di risposta per offrire momenti di orientamento e di reale supporto ai propri interlocutori, integrando le conoscenze teoriche e le relative competenze nelle specifiche professionalità. • Valorizzare la professionalità e prevenire il burn-out nelle professioni di aiuto.
Metodologia del corso La formazione, di tipo teorico-esperenziale, prevede un insegnamento circolare che integra i diversi contributi in un processo continuo di formazione, è condotta con tecniche interattive e mira all’acquisizione delle competenze agevolando lo sviluppo personale dell’operatore per una interazione
Programma didattico I° anno • Comunicazione Sana®: Le basi della relazione umana • Comunicazione Sana®: Gli strumenti di lettura • Comunicazione Sana®: Le abilità comunicazionali di base, procedure di problem-solving • Comuncazione Sana®: I principi che regolano gli scambi nella relazione • La visione del mondo e dell’essere umano nella concezione umanistico-esistenziale • La Relazione d’Aiuto: caratteristiche generali e peculiarità; le qualità di base dell’helper che la rendono efficace • La sofferenza e le problematiche umane: principi di Psicologia Clinica • Ascolto attivo e partecipativo: la riformulazione • Accoglienza, empatia e congruenza relazionale • Le emozioni dell’helper: sviluppo e maturazione della respons-ability; il comportamento assertivo. Contatto, creatività ed espressione. L’autostima dell’helper ed efficacia nella Relazione d’Aiuto
Direzione scientifica e didattica Baiocchi P. Istituto Gestalt Trieste Carciati G. Istituto Gestalt Trieste
Docenti Baiocchi P. direttore Istituto Gestalt Trieste Billi C. direttore Istituto Gestalt Mille e una Meta, Livorno Carciati G. formatore Istituto Gestalt Trieste Carbonera F. formatore Istituto Gestalt Trieste Negrini L. formatore Istituto Gestalt Trieste Quattrini G.P. direttore Istituto Gestalt Firenze
Modalità di iscrizione: L'iscrizione è subordinata ad un colloquio di selezione da concordare con la segreteria tel. 040 369777 o e-mail: gestalts@tin.it
I FORMATORI SONO SOCI FORMATORI ABILITATI DALL’AICO - ASSOCIAZIONE ITALIANA DI COUNSELLING
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2012 - BORSA DI STUDIO PER ISCRITTI ALLA SPECIALIZZAZIONE
SONO APERTE LE ISCRIZONI ALLA SPECIALIZZAZIONE QUADRIENNALE IN PSICOTERAPIA DELLA GESTALT per medici e psicologi
La Fondazione Benefica Katleen Foreman Casali ha concesso anche per il 2012 una borsa di studio da destinarsi ad allievi iscritti alla Scuola di Specializzazione del valore di € 2.860.
L'iscrizione al corso è subordinata ad un colloquio/selezione con il dott. Paolo Baiocchi presso la sede di Via Rossetti n. 8 a Trieste. Il colloquio può essere prenotato presso la segreteria dell'Istituto Gestalt Trieste tel 040 369777. Per partecipare alla selezione, il candidato dovrà presentare i seguenti documenti: * 2 fototessera * curriculum vitae * certificato di laurea * certificato di iscrizione all'Ordine degli Psicologi o dei Medici (o dichiarazione nella quale si impegna a svolgere ed a superare l'esame di stato nella prima sessione successiva all'iscrizione al corso)
Per informazioni: Istituto Gestalt Trieste Via Rossetti n. 8 - tel 040 369777 e-mail: gestalts@tin.it
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Comunicazione Sana 2012
CORSO DI COMUNICAZIONE SANA®- TRIESTE
Comunicazione Sana è un metodo innovativo che serve a generare un clima efficace di comunicazione sia in campo personale che professionale. L’innovazione rispetto agli altri metodi attualmente esistenti consiste nel fatto che concentra la sua attenzione prevalentemente sulla lettura degli eventi comunicazionali piuttosto che sulle tecniche di comunicazione che servono a gestirli. PROGRAMMA: il corso prevede tre moduli centrali: 1. Le abilità comunicazionali di base 2. Gli strumenti di lettura 3. I processi di risoluzione OBIETTIVI 1. Nel primo modulo, le Abilità Comunicazionali di Base, l’obiettivo generale consiste nel far proprie le capacità che permettono di ascoltare con efficacia ed esprimersi con efficacia. Ascoltare con efficacia significa comprendere veramente cosa l’altro sta dicendo e richiede lo sviluppo di un certo numero di skills che aiutano a: mettere a fuoco il problema dell’altro, gestire la componente emozionale dell’altro, focalizzare rapidamente delle soluzioni. 2. Nel secondo modulo, gli Strumenti di Lettura, l’obiettivo centrale consiste nel fornire all’allievo la capacità di raggiungere una percezione il più possibile oggettiva e non filtrata da interpretazioni personali delle situazioni lavorative e relazionali in atto. 3.Nel terzo modulo, i Processi di Risoluzione, l’obiettivo centrale consiste nel fornire all’allievo le conoscenze e le abilità che permettono di gestire le 9 specifiche situazioni di base identificate dallo strumento “Analisi dell’Episodio” mediante dei processi di risoluzione che rispettino la struttura del problema evidenziato in ognuna delle situazioni di base. DATE: 28, 29 gennaio 2012(orario 9-13; 15-19) 25, 26 febbraio 2012(orario 9-13; 15-19) 24, 25 marzo 2012 (orario 9-13; 15-19) 28, 29 aprile (orario 9-13; 15-19)
SEDE: Trieste, via Rossetti n. 8
COSTI: € 550+ 115,50 (21%iva)= € 665,50
Iscrizioni: compliando il modulo scheda di iscrizione e versare un acconto di € 165,50 entro il 25 novembre 2011.
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CONVEGNO "LA FORMA CHE EMERGE DAL CONFRONTO"
E' da poco nato Zerododici, la sezione dell'Istituto Gestalt Trieste dedicata al mondo dell'infanzia. Molte le iniziative in arrivo e in preparazione, ma tra queste siamo particolarmente orgogliosi di presentarvi come ideale atto di avvio delle attività "La forma che emerge dal confronto", convegno unico nel suo genere in Italia, che porta nel nostro paese la psicoterapia della Gestalt applicata all'infanzia con il modello di Violet Oaklander, rappresentato direttamente dalla California dalla sua allieva Lynn Stadler. Contestualmente alle lezioni e alle dimostrazioni della terapeuta americana, gli interventi di grandi gestaltisti italiani come Paolo Quattrini e Anna Ravenna e di esponenti di spicco di altri approcci terapeutici che si occupano di terapia infantile come Franco Fabbro per la Mindfulness, Filippo Muratori per l'approccio psicodinamico, Andrea Mosconi per la terapia sistemico - familiare e Annarita Verardo per l'EMDR che contribuiranno a delineare le peculiarità della terapia gestaltica infantile, ed auspicabilmente a creare le premesse per uno spazio di scambio proficuo da mantenere vivo nel tempo. Pur essendo il convegno dedicato alla psicoterapia infantile nei suoi aspetti tecnici, è senz'altro ricco di contenuti appetibili per tutti coloro che sono interessati al lavoro con i bambini. In particolare gli operatori che, a vario titolo, si occupano di bambini all'interno dei servizi per l'infanzia e dei servizi sociali. Ai limiti e alle possibilità di integrazione della psicoterapia infantile nella realtà dei servizi è dedicata la tavola rotonda finale, moderata da Irene Fontanot, responsabile della Struttura Semplice Tutela Bambini e Adolescenti del Distretto 1 di Trieste e soprattutto terapeuta infantile di straordinaria esperienza. Vi aspettiamo dunque il 9 e 10 giugno a Trieste per questo primo evento formativo targato Zerododici.
In allegato troverete le brochure con il programma completo e il modulo di iscrizione.
Seguiteci nel nuovo sito www.igtzerododici.it
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ZERODODICI: online il nuovo sito!
E' finalmente online il nuovo sito ZERODODICI, la sezione dell' Istituto Gestalt Trieste dedicata al mondo dell'infanzia.
Venite a trovarci per seguire le nuove attività e soprattutto le news sul convegno "LA FORMA CHE EMERGE DAL CONFRONTO" che si terrà a Trieste il 9 e 10 giugno
http://www.igtzerododici.it/
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Seminari Gratuiti
In allegato troverete il calendario con i prossimi seminari introduttivi gratuiti organizzati nelle città di Trieste e Trento. Le iniziative sono rivolte all'infanzia ed agli adulti
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LA CASA DELLE EMOZIONI - Mutuo Soccorso Gestalt
Vi comunichiamo che anche quest’anno ripartirà il progetto “LA CASA DELLE EMOZIONI-Mutuo Soccorso Gestalt.”
L’iniziativa verrà presentata con una conferenza, dal titolo “CONOSCERE LE EMOZIONI PER COSTRUIRE LA QUALITA’ DI VITA” che si terrà lunedì 26 marzo dalle ore 17.00 alle 19.00 a Trieste presso la Libreria Fenice (Galleria Fenice, via Battisti, 6).
Sarà un piacere ritrovarvi a questo appuntamento. Se pensate che il progetto possa incontrare anche l’interesse di vostri amici, parenti o conoscenti vi invitiamo a diffondere la notizia anche ai vostri contatti.
Vi aspettiamo numerosi, per iniziare insieme questa nuova avventura nel mondo delle emozioni.
Per informazioni mandate una mail all'indirizzo:
mutuosoccorsogestalt@gmail.com
In allegato trovate la brochure con tutte le informazioni per accedere ai gruppi di mutuo soccorso.
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Sabato 5 e domenica 6 maggio 2012: Dott.ssa Alessandra Petrone "Espressione e creatività, alla ricerca della parte più autentica di noi."
Ricominciano i weekend di approfondimento alla relazione d'aiuto.
Questo mese l'appuntamento è per Sabato 05 e domenica 06 maggio 2012 con la dott.ssa Alessandra Petrone.
Il titolo di questo weekend sarà “Espressione e creatività: alla ricerca della parte più autentica di noi”. Si utilizzerà il gioco e la creatività artistica per ricostruire e ristrutturare gli schemi riposti dell’ego e respirare il bambino prezioso che è in noi.
In allegato il modulo di iscrizione
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